M. JEWEL
Colorammo la vita
con le parole, i sogni e i gesti
di un altro amore.
Fummo come l'albero
e la sua terra, che
l'uno tiene avvinta l'altra
e la protegge e la nutre,
e non si cruccia di
nessun altro fiore e
di nessuna foresta,
perché sa delle sue
radici profonde e forti
e del seme che generò
rami che sembrarono poter
scalare il cielo fino al sole.
E tutto quel volerci bene
si trasformò in un profumo
forte di muschio e di pioggia
tra le foglie.
E il vento continuò a
spanderlo giorno dopo giorno
e per sempre.
Non pensate mai di aver compreso
tutto l'amore di un albero
per la sua terra.
Né chi sia l'albero, chi la terra,
chi il seme, chi il cielo,
chi il vento e chi il sole.
A maggio del 1991 -all'epoca non eravamo ancora insieme- regalai a Marta una copia della "Antologia di Spoon River".
Su una di quelle pagine bianche che si trovano all'inizio di ogni libro scrissi con una penna stilografica questa poesia, senza titolo e chiaramente parafrasando lo stile del mitico E.L. Masters.
Tempo dopo, Marta mi disse che aveva cercato con attenzione la poesia fra quelle del libro, ma di non averla trovata.
Un po' sorpreso, le risposi che ovviamente non avrebbe potuto trovarla, perché la avevo scritta io, per lei...
Oggi l'ho postata su FB, con il titolo M. (marta) JEWEL (gemma): ebbene, ha ottenuto molti consensi, tanto da indurmi a rivelarvi la verità, e perché nessuno si senta preso in giro.
Vi voglio troppo bene!
Grazie, comunque...